Botulino: il caso Ricci-Baglioni a Sanremo 2018

claudio baglioni, claudio baglioni sanremo 2018, claudio baglioni chirurgia plastica, claudio baglioni botox, claudio baglioni botox antonio ricci, baglioni ricci

Botulino e pregiudizi: se la televisione amplifica informazioni errate

 

«Il botulino intoppa il cervello!». Quante volte abbiamo sentito questa frase? Di recente, lo stigma contro il botulino è tornato alla ribalta a causa delle polemica squisitamente televisiva originata dai commenti di Antonio Ricci (patron di Striscia la Notizia) contro Claudio Baglioni, direttore artistico e presentatore di Sanremo 2018.

 

Frasi del genere possono perpetuare sbagliate convinzioni nell’opinione pubblica, da un lato ingenerando giudizi negativi contro le persone che hanno fatto ricorso per i motivi più svariati alla chirurgia estetica, e dall’altro suscitando timori infondati in chi potrebbe valutare di usufruirne.

 

Infatti, la tossina botulinica impiegata per fini estetici è sicura. Le quantità modeste utilizzate servono per ottenere effetti distensivi e rilassanti che spariscono, però, nel medio termine, dato che la sostanza viene completamente eliminata dall’organismo.

 

Ecco perché, per quanto riguarda Claudio Baglioni, temiamo che Antonio Ricci abbia commesso un errore di valutazione. Per ciò che è possibile constatare, ovviamente solo dalla visione televisiva, Baglioni tuttalpiù può aver ricorso a un lieve lifting e a una blefaroplastica: ma la mimica intensa del suo canto e la conseguente mobilità sul suo volto suggeriscono che non abbia utilizzato il botulino. Del resto, se anche lo avesse utilizzato, non ci sarebbe stato nulla di male: né in generale, né per il suo «cervello».

 

Ricordiamo che nel 1990 Claudio Baglioni è stato vittima di un incidente stradale, mentre era alla guida della sua Porsche, che gli provocò gravi danni anche al viso (oltre che alle mani e alla lingua) e numerosi punti di sutura. Il cantante non ha comunque mai ammesso di essere ricorso alla chirurgia plastica. E tuttavia, se lo avesse fatto, questo sarebbe un ottimo esempio di come la nostra disciplina possa aiutare a recuperare il proprio benessere fisico e soprattutto psicologico dopo dei traumi.