Protesi mammarie – tutto quello che bisogna sapere

Prima di sottoporsi ad un intervento di mastoplastica additiva, la maggior parte delle donne fa ricerca, si informa e pone domande mirate e legittime ai chirurghi plastici che consulta, fino a scegliere lo specialista al quale desidera affidarsi. Ed è proprio questo il giusto approccio per qualsiasi tipo di intervento chirurgico, un approccio consapevole e completo di ogni informazione necessaria. Nel caso della mastoplastica additiva, l’aumento del seno avviene per migliorarne la forma, aumentarne il volume, correggerne eventuali asimmetrie, tutti fattori che possono arrecare disagi ad una donna e alla sua autostima. Per questo motivo, la decisione di sottoporsi all’intervento non può essere frettolosa né approssimativa, ma deve risultare da un’attenta analisi di tutti gli elementi legati all’operazione. Vediamo insieme quali sono.

Visita specialistica.

La prima visita è fondamentale: si raccolgono tutte le informazioni necessarie sulla salute della paziente, si valutano la sua conformazione anatomica e la qualità della pelle, si condividono desideri e aspettative, il tutto per decidere insieme dimensione della protesi e procedura chirurgica, al fine di ottenere il risultato migliore possibile. Ogni dubbio legato all’intervento sarà chiarito in questa sede di colloquio, affinché la paziente si possa avvicinare all’operazione chirurgica in totale serenità e consapevolezza.

Forma.

Le protesi possono essere:

  • Anatomiche (o a goccia). Sono le più indicate per gli aumenti del seno primari, ovvero su tessuti mai operati, e devono essere utilizzate da chirurghi capaci di inserirle esattamente nella posizione desiderata. L’effetto è del tutto simile al seno naturale, ricalcando le linee fisiologiche della mammella.
  • Rotonde. Sono le più utilizzate anche perché più semplici da posizionare. Donano un effetto push-up, ma potrebbero far apparire il seno troppo artificiale.

Materiale di composizione.

Possiamo distinguere fino a quattro tipi di protesi, in base al materiale di cui sono composte.

  • Propilene: le protesi sono chiamate “a laccio.”
  • Soluzione salina: un involucro di gomma al silicone racchiude una soluzione salina.
  • Gel al silicone: grazie all’alta coesività del gel, e alla purezza del silicone, la resa è ottimale, tutti i rischi sono ridotti al minimo, la durata è maggiore e i risultati finali sorprendenti.
  • A base di tessuto, ovvero il lipofilling: in questo caso, il tessuto adiposo viene prelevato dalla paziente stessa e reimpiantato nel seno. È indicato solo per aumenti del seno leggeri.

Posizionamento.

Sono diverse le possibili sedi di inserimento della protesi:

  • Retroghiandolare: sotto la ghiandola e sopra il muscolo pettorale.
  • Tecnica dual plane: dietro il muscolo solo nella porzione superiore, dietro la ghiandola mammaria nella porzione inferiore, per un risultato naturale in tutto il seno.
  • Tecnica multi plane: parzialmente sotto il muscolo pettorale, con la ghiandola riposizionata più in alto dall’interno, indicata per chi vuole un aumento di seno e presenta anche un lieve rilassamento cutaneo.
  • Sottomuscolare: totalmente dietro il muscolo pettorale.

Cicatrici.

Durante la visita preliminare, si decide anche la sede dell’incisione per l’inserimento delle protesi, che potrà essere nel solco sottomammario, attorno al capezzolo oppure, per alcuni modelli di protesi, nell’ascella. La cicatrice sarà lunga circa 3-4 cm, e in ogni caso sottile e poco visibile.

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