Prepararsi all’estate

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Come prepararsi all’estate?
Le giornate sono sempre più calde e il sole picchia sempre di più, è quindi fondamentale cominciare a preparare la pelle al sole.

Dopo un anno senza esposizione al sole, o di più a causa del COVID, infatti, la pelle deve riabituarsi ai raggi UV. Per questo bisogna prepararsi alla bella stagione in modo adeguato ma soprattutto progressivo.
Andare un weekend al mare e stare al sole 10 ore di fila non è certamente il modo più adatto per abbronzarsi: il processo che coinvolge la melanina, la responsabile dell’abbronzatura, non è affatto rapido.

Ecco quindi che la cute deve essere preparata all’esposizione solare, in primis per evitare scottature e, in secundis, per acquisire un colorito più uniforme.
Per abbronzarsi velocemente e assicurarsi una pelle uniforme e dorata, infatti, è necessario tenere d’occhio alcuni aspetti.
Ecco quindi qualche consiglio.

Esfoliare

Una delle cose più comuni che possano capitare d’estate è abbronzarsi a macchie.
Per evitare questo, è molto utile esfoliare la pelle prima dell’ esposizione ai raggi UV.

Uno scrub esfoliante NEW SKIN, ad esempio, consente di rimuovere tutte le impurità, liberare i pori ostruiti e di preparare la pelle al sole. L’esfoliazione, tra l’altro, rende la pelle più ricettiva e quindi più pronta ad assorbire eventuali prodotti, come creme abbronzanti, oli o anche banalmente le creme solari.

Questo trattamento, eseguito regolarmente, aiuta quindi il viso o il corpo ad abbronzarsi più velocemente, ma soprattutto evitando le fastidiosi discromie o le cosiddette “macchie di leopardo”.

Se poi, si vuole anche attenuare qualche inestetismo, allora si può optare per il trattamento Hydrafacial . In questo modo, oltre ad effettuare una pulizia profonda, si limitano anche gli effetti dell’invecchiamento cutaneo.

I prodotti giusti

Così come ogni anno facciamo il cambio dell’armadio, sarebbe altrettanto utile fare un cambio del beauty.
Utilizzare gli stessi prodotti sia d’inverno che d’estate è infatti poco produttivo: uno dei modi migliori per prepararsi all’estate sarebbe quello di prediligere lozioni leggere e a base d’acqua, che possano riassorbirsi facilmente senza ostruire i pori.

Entra qui in gioco la necessità di costruirsi una propria beauty routine, che possa preparare la pelle al sole e idratarla a fine giornata. Scegli con cura i tuoi prodotti, fatti magari consigliare quelli più adatti al tuo tipo di pelle da un professionista.
Inoltre, tieni sempre in considerazione che la pelle del viso ha bisogno di tantissime attenzioni d’estate, quindi un’altra accortezza potrebbe essere quella di fare delle maschere.

Ad esempio, le maschere RIGENERA che eseguiamo in clinica, adatte sia per il viso che per il corpo, aiutano a purificare la pelle e a preparala ancor meglio all’abbronzatura.
Attenzione solo alla frequenza con cui vengono eseguite: un uso troppo frequente delle maschere potrebbe anche danneggiare la pelle.

Dieta e alimentazione sana

Per un’abbronzatura perfetta non basta curare la pelle da fuori; è importante anche prendersene cura dall’interno, con un’alimentazione sana ed equilibrata.

Prepararsi all’estate in modo corretto significa anche mangiare cibi ricchi di betacarotene e licopene, molto utili per stimolare la produzione di melanina e al tempo stesso a difendere la cute dagli effetti dei raggi UV. Questi alimenti, infatti, aiutano a prevenire arrossamenti, gonfiori e vesciche delle scottature solari.
Inoltre, se pensi di trascorrere molto tempo all’aperto, potresti anche integrare il consumo di pomodori, carote, cavoli, mango e frutta di stagione, come melone, albicocche e ciliegie.

Per un’alimentazione su misura e una dieta perfetta per te ti suggeriamo comunque di affidarti a una nutrizionista. In questo modo sarà più facile rispettare il regime alimentare suggerito, poiché adattato alle tue esigenze e ai tuoi bisogni giornalieri.

Bevi molto

D’estate si tende a sudare di più, ma non idratarsi maggiormente.

Una delle credenze più diffuse è che d’estate, facendo molto caldo, si tenda a espellere più liquidi tramite la sudorazione, diminuendo la ritenzione. In realtà non funziona esattamente così, anzi.
Infatti il corpo utilizza la sudorazione per regolare la temperatura corporea, ma, al contempo, ha bisogno di mantenere i liquidi per continuare a funzionare correttamente. Ecco perché, se non si assume il giusto apporto d’acqua al giorno, il corpo va in deficit e trattiene tutta l’acqua di cui necessita, aumentando così l’effetto della ritenzione.

Se poi, nonostante l’idratazione continua, il corpo ha una tendenza congenita ad accumulare i liquidi, soprattutto d’estate è molto utile affidarsi a una professionista del settore. In questo modo, tramite dei massaggi linfodrenanti ICE, è possibile aiutare i processi di drenaggio, per un corpo meno gonfio ma soprattutto più snello e compatto.

Ci sono però altri due trattamenti molto utili per prepararsi all’estate combattendo o prevenendo la ritenzione:

  • Body Roll: i bendaggi aiutano l’attività metabolica localizzata, contribuendo al riassorbimento degli edemi e quindi della cellulite edematosa. Inoltre, favorendo la vasodilatazione, si favorisce anche l’ossigenazione dei tessuti, che risultano quindi più sani.
  • Body Slim: i fanghi sono solitamente conosciuti per le loro capacità di limitare la cellulite. Anche chiamati fanghi anticellulite, infatti, questi aumentano la temperatura corporea, favorendo la sudorazione e incentivando la microcircolazione. Questo vuol dire meno cellulite, meno riteznione e miglior aspetto.

Cheratosi pilare

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La cheratosi pilare, anche chiamata “pelle di pollo”, è una condizione molto comune per cui compaiono sulla pelle piccole chiazze o protuberanze.
Questi piccoli bozzi o brufoli sono in realtà delle cellule morte che si depositano sulla cute, ostruendo i follicoli piliferi.

Possono essere di diversi colori: bianchi, marroncini o rossastri. Ciò che va sottolineato è che è un’imperfezione prettamente estetica che non ha ancora controindicazione a livello di salute. Tuttavia, chi soffre di cheratosi pilare, soprattutto nel periodo estivo, prova molto imbarazzo, motivo per cui desidererebbe trovare un rimedio.

Ecco quindi che, in questo articolo, vogliamo approfondire questa condizione della pelle e cercare di capire quali siano i trattamenti più indicati per contrastare la cheratosi pilaris.

Pelle di pollo o pelle di gallina?

Pelle di pollo e pelle di gallina sono due modi per definire una stessa condizione: la cheratosi pilare.

Come abbiamo detto poc’anzi, si tratta di una particolare imperfezione per cui la pelle si presenta ruvida e piena di piccoli puntini.
Solitamente, le aree più colpite da questo fenomeno sono le braccia, le cosce, i glutei e le guance.

Inoltre, avere la cheratosi pilare non è una malattia: non è né contagiosa né crea pruriti o irritazioni. Va però detto che tende a peggiorare nei mesi invernali, quando il freddo e la basse temperature tendono a seccare più facilmente la cute, o durante la gravidanza.

Possiamo quindi dire che il sintomo più evidente della cheratosi pilaris è legato proprio all’aspetto che assume la pelle. I bozzi visibili che compaiono assomigliano a quelli della pelle d’oca o alla pelle di un pollo spennato, motivo per cui viene comunemente chiamata “pelle di pollo” o “di gallina”.

Quali sono le cause di una pelle ruvida?

Abbiamo visto che queste piccole protuberanze che rendono la pelle ruvida possono comparire su aree più o meno estese. Va comunque considerato che, essendo un problema legato all’ostruzione dei follicoli piliferi, non potrà mai manifestarsi sulle zone in cui questi ultimi non siano presenti, come ad esempio la pianta dei piedi e i palmi delle mani.
La principale causa della cheratosi pilare, comunque, è l’accumulo di cheratina nei pori.

La cheratina dei peli del corpo, in questi casi, si accumula nei pori, che quindi si intasano e bloccano l’apertura dei follicoli piliferi in crescita.
Il risultato è dunque la comparsa di una piccola protuberanza proprio dove dovrebbe esserci il pelo.
Purtroppo, nonostante i diversi studi, la causa esatta dell’accumulo di cheratina è ancora sconosciuta. Alcuni esperti sostengono che possa essere associato a condizioni della pelle come la dermatite atopica e malattie genetiche, ma non tutti sono d’accordo con questa ipotesi.

È per questo motivo che non esiste una cura specifica o efficace al 100% su tutti. Tuttavia, ci sono più rimedi che, in base alle esigenze dei pazienti e alle loro situazioni, possono migliorarne l’aspetto ed evitare che peggiori.

I rimedi contro la cheratosi pilaris

Per rimediare alla cheratosi pilare ci sono diversi trattamenti medico estetici molto efficaci.

Tra i migliori metodi per contrastare la pelle di pollo abbiamo:

Laser Smartxide2 → Questo laser sfrutta l’anidride carbonica per ringiovanire la pelle e migliorarne la trama. L’ideale, però, sarebbe sottoporsi a questo trattamento non a Luglio ed Agosto, per evitare la comparsa di macchie o irritazioni.

Hydrafacial → Questo strumento permette di liberare i pori grazie all’effetto vacuum. Di conseguenza, la pelle apparirà più pulita e purificata. Questo trattamento, a differenza del precedente, può essere eseguito in qualsiasi momento, anche in preparazione all’estate.

Ritenzione idrica

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La ritenzione idrica è uno degli inestetismi più comuni tra le donne. Non a caso, questa condizione colpisce circa il 30% del genere femminile.

Ma cos’è la ritenzione idrica?
Spesso confusa con la cellulite, la ritenzione idrica è in realtà una condizione per cui il corpo fa fatica a drenare i liquidi in eccesso.
In particolare, è un problema che interessa il sistema linfatico, il quale fa fatica ad espellere liquidi e tossine dai tessuti, che rimangono quindi trattenute negli spazi tra le cellule del derma.

Le conseguenze sono quindi gonfiori e dolori più o meno localizzati, a seconda del tipo e del grado di ritenzione.
Infatti, quando il problema interessa tutto l’organismo si parla di ritenzione idrica generalizzata; la maggior parte delle volte, però, si tratta di ritenzione idrica localizzata, che si concentra in aree specifiche del corpo, tendenzialmente addome, cosce e glutei.

Le cause che portano alla comparsa della ritenzione idrica sono innumerevoli, alcune molto comuni, altre invece da tenere più sotto controllo. Analizziamole meglio.

Quali sono le cause?

Stavamo accennando che le cause della ritenzione idrica possono essere molte, ma soprattutto di natura diversa.

Va sottolineato che la maggior parte delle volte i sintomi sono connessi a un errato stile di vita, vale a dire cattive abitudini alimentari e sedentarietà.
Altre cause molto diffuse sono:

  • La temperatura (se fa molto caldo, ad esempio);
  • Fluttuazioni ormonali, compreso ciclo mestruale e gravidanza o assunzione di contraccettivi ormonali;
  • Carenze nutrizionali;
  • Particolari tipi di farmaci (come quelli contro la pressione alta);
  • Rimanere troppo a lungo in piedi;
  • Abuso di fumo o alcool;
  • Scarsa idratazione.

Insomma, la ritenzione idrica è una condizione che potrebbe comparire su qualsiasi tipo di fisicità a qualunque età, non fa distinzioni.

Tuttavia, ci sono dei casi in cui la ritenzione è causata da patologie a sé stanti. In questi casi, quindi, è bene monitorare i sintomi e, se persistono o peggiorano nonostante uno stile di vita sano, rivolgersi a un professionista del settore.

Qual è la differenza tra ritenzione idrica e cellulite?

Visto che vengono spesso confuse tra di loro, abbiamo deciso di approfondire l’argomento, spiegando una volta per tutte quali siano le differenze tra ritenzione idrica e cellulite.

Come abbiamo visto la ritenzione idrica è una condizione per cui il corpo fa fatica a drenare i liquidi causando rigonfiamenti, dolori e rigidità articolare e un rapido aumento o fluttuazioni del peso.

Parliamo invece di cellulite quando c’è una vera e propria infiammazione del tessuto sottocutaneo, quello adiposo, che provoca la famosa pelle a buccia d’arancia.
La principale differenza, in effetti, non sta tanto negli effetti, che sono pressoché simili, ma nelle cause.

La cellulite, infatti, è causata da un insieme di fattori genetici, ormonali e vascolari. Il problema è quasi sempre di natura ereditaria e familiare.
Un altro aspetto da tenere in considerazione è quello legato al grasso in eccesso.
La cellulite non è grasso in eccesso: d’altro canto va detto che l’adipe influenza l’aspetto degli avvallamenti, ma la cellulite non è necessariamente sinonimo di grasso.

Come combattere la ritenzione idrica

Per combattere la ritenzione idrica è importante innanzitutto prendersi cura di sé, mangiare bene, bere molta acqua e muoversi costantemente.

Ecco perché, nonostante la ritenzione sia un problema per molte donne, diciamo che seguendo uno stile di vita sano e piccoli accorgimenti quotidiani si può certamente limitare il problema fino a farlo scomparire del tutto.
Tuttavia, per velocizzare questi processi, ci si può affidare a dei professionisti del settore.

La medicina estetica e l’estetica, in questi casi, sono un aiuto non indifferente. Ci sono delle nuove tecnologie e delle nuove procedure che in modo rapido e indolore riescono a facilitare il drenaggio dei liquidi.
Cerchiamo quindi di capire quali siano le migliori e come possano essere utilizzate per migliorare l’aspetto della pelle a buccia d’arancia.

I fanghi corpo

I fanghi per il corpo sono un prodotto del tutto naturale che risulta molto efficace per combattere l’adipe in eccesso e la ritenzione idrica.
Anche chiamati fanghi anticellulite, riescono a combattere gli stati infiammatori del tessuto sottocutaneo, grazie ai numerosi principi attivi contenuti all’interno del prodotto.

I fanghi corpo sono un trattamento estetico che quindi può essere abbinato a degli altri trattamenti medico estetici per:
Donare leggerezza alle gambe gonfie e pesanti grazie al loro effetto drenante;
Rimodellare la silhouette e ridefinirla nei punti più critici;
Restituire alla pelle un aspetto più luminoso e compatto, grazie al loro effetto esfoliante che elimina le cellule morte.

Bendaggi corpo

I bendaggi corpo sono un trattamento estetico molto in voga che aiuta a drenare i liquidi in eccesso, a tonificare e a rassodare la pelle.

In base al bendaggio eseguito i benefici sono molteplici.
I bendaggi freddi, ad esempio, sono vasocostrittori quindi:

  • Contrastano la vasodilatazione;
  • Riducono il lume venoso;
  • Riducono il gonfiore delle gambe;
  • Migliorano il sistema circolatorio;
  • Rassodano, tonificano e riducono i centimetri.

I bendaggi caldi invece sono vasodilatatori, quindi riescono a stimolare la sudorazione, incentivando la circolazione periferica.
In più, migliorano l’ossigenazione delle cellule e di tutti i tessuti del corpo, andando ad agire anche sul metabolismo, sui tessuti adiposi e sulla mobilitazione dei grassi.
Inoltre, combattono il ristagno dei liquidi, le adiposità localizzate, la cellulite e chiaramente la ritenzione idrica.

Massaggio linfodrenante

Abbiamo ampiamente parlato di questo trattamento in un articolo dedicato
ma vediamo di farne un riassunto.
Il massaggio linfodrenante è riconducibile a diverse tipologie di massaggio. Il professionista, infatti, attraverso delle manovre specifiche riesce a stimolare la circolazione linfatica, con conseguente eliminazione dei liquidi.

I suoi benefici sono innumerevoli: da un miglioramento puramente estetico alla capacità di ridurre gli edemi dopo un intervento chirurgico.
In effetti, è proprio per queste sue caratteristiche che viene considerato un trattamento sì estetico ma anche di medicina estetica.

Mangiare bene

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Imparare a mangiare bene vuol dire apportare ogni giorno il giusto fabbisogno energetico al nostro corpo. Detto in altre parole, significa fornire al nostro organismo tutti i nutrienti per stare bene.

Lo ripetiamo sempre: la medicina estetica è una valida alleata, ma non può sostituirsi a uno stile di vita attivo e a un’alimentazione sana, anzi.
A volte, anche solo mangiare bene e mantenersi attivi consente di prevenire la comparsa di molti inestetismi, permette di rimanere in forma, ma soprattutto previene numerose malattie.

Ecco perché, vista l’importanza dell’alimentazione, abbiamo deciso di approfondire l’argomento con l’aiuto della nostra biologa nutrizionista Greta Vaccaro, nuovo membro dello staff di theClinic. Una professionista che ci aiuterà a capire come mangiare bene, quindi come fare una dieta, come poterla utilizzare per dimagrire, per tonificare o per perdere il grasso su qualsiasi parte del corpo.

Esiste la dieta perfetta?

Da biologa nutrizionista, questa è una delle domande più ricorrenti che mi vengono fatte.

La perfezione, quando si parla di regime alimentare, non esiste. Esiste una dieta sostenibile in termini di tempo e di salute che si può adattare perfettamente allo stile di vita dei pazienti.
Infatti, il mio compito, è sviluppare un piano alimentare su misura che possa facilitare il raggiungimento del peso forma ideale in tempi rapidi e duraturi. A tal proposito, ci tengo a sottolineare che parliamo di peso-forma proprio perché non esiste un fisico o una forma perfetta.

L’anamnesi alimentare

L’anamnesi alimentare è senza dubbio la fase più importante di tutto il percorso.
È in questo momento che si sceglie l’approccio dietetico che meglio si adatta allo stile di vita dei pazienti; è in questo momento che bisogna capire come modificare e migliorare le abitudini nutrizionali.

Personalmente, cerco sempre di elaborare un piano alimentare personalizzato solo dopo aver eseguito analisi e calcoli specifici. Ci sono infatti diversi elementi da considerare prima di intraprendere un percorso di rieducazione alimentare, due su tutti:

  • La composizione corporea: quindi l’indice di massa grassa e di massa magra
  • Il fabbisogno energetico giornaliero: cioè la quantità di calorie di cui il corpo ha bisogno per perdere peso, mantenerlo o aumentarlo.

Questo ci consente di fare un calcolo del peso ideale e del BMI, affinché si possano stabilire degli obiettivi facilmente raggiungibili e stabili nel tempo.

Una volta iniziato il percorso, programmo delle visite di controllo con i miei pazienti, per verificare tutti i loro progressi ed eventualmente adattare il regime alimentare a delle nuove esigenze. Il monitoraggio dei risultati non è solo importante per capire se la dieta sta funzionando, ma anche per tenere sotto controllo lo stato nutrizionale del paziente e il suo benessere psicofisico.

Il metodo Veraforma

Credo che vivere i pasti con piacere e serenità sia alla base di una buona alimentazione. Ecco perché il mio approccio dietetico, ci tengo a sottolinearlo, non prevede diete drastiche o digiuni forzati; ritengo che questi siano rimedi nocivi per la salute che restituiscano risultati solo di breve durata.

Il miglior modo per raggiungere il benessere fisico, anche in base a quello che ho potuto constatare negli anni, è imparare a distinguere autonomamente cosa evitare o preferire a tavola. Ho quindi creato un metodo certificato che ha alla base pasti bilanciati che ti consentiranno di migliorare la tua composizione corporea.

È un percorso strutturato in tre fasi, ognuna con un obiettivo specifico e misurabile. Analizziamole meglio insieme.

Step 1: sfiammare

Questa fase prevede un periodo iniziale, il cui l’obiettivo principale è sfiammare e quindi ripristinare le corrette funzioni metaboliche legate a una cattiva alimentazione.

La maggior parte delle volte, infatti, i kg di troppo, i rotolini di pancia, i cuscinetti di grasso sulle gambe o sui fianchi, sono legati all’assunzione di cibi che alterano il nostro organismo. Dunque, il primo passo per perdere peso è combattere l’infiammazione dall’interno con una giusta alimentazione.

In questa prima fase, quindi, parliamo di una dieta antinfiammatoria in cui si cerca di limitare l’assunzione di dolci, alcool, cibi confezionati, pane bianco, riso, farine raffinate, succhi di frutta e bevande zuccherate.

Ci tengo a precisare però che non è una dieta senza carboidrati! Si tratta piuttosto di un periodo in cui i carboidrati vengono assunti in maniera più consapevole, in cui si impara man mano a mangiare bene da soli.

Possiamo certamente dire che si tratta di una dieta ipocalorica rispetto al fabbisogno energetico, ma durante la quale non si patisce la fame.

Step 2: ricomporre

Il secondo step è migliorare la composizione corporea. Sulla base dell’obiettivo perseguito, allo stile di vita e alle esigenze del paziente, creo un nuovo piano alimentare che miri alla ricomposizione corporea, cioè un aumento della massa magra e una diminuzione di quella grassa.

In questa fase, cerco il più possibile di creare diete variegate e flessibili che comprendano sì delle porzioni stabilite, ma comunque ricche dei macronutrienti più importanti. In più, per semplificare il tutto, do sempre la possibilità ai miei pazienti di avere dei pasti liberi durante la settimana, per rendere il percorso di dimagrimento più semplice e sostenibile.

Step 3: dieta personalizzata

Come dicevo prima, per mangiare bene serve una dieta sostenibile nel tempo che il paziente possa assimilare e fare sua.

Ecco quindi che la terza fase prevede proprio questo: mantenere il peso forma raggiunto con la seconda fase tramite una dieta personalizzata, o meglio dire, un’alimentazione ideale. Affinché si possa mantenere nel tempo, però, non deve portare malessere fisico, mentale o emotivo, anche perché se così fosse non credo assolutamente che sia la dieta giusta.

I risultati migliori, chiaramente, si ottengono abbinando dell’attività fisica, anche leggera, fondamentale per mantenere attivo il metabolismo. Vi ricordo infatti che non serve nascere con un buon metabolismo per avere una discreta forma fisica; questo si può anche creare e costruire man mano con costanza e sane abitudini.

Capelli sfibrati

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I capelli sfibrati sono capelli deboli e spenti che spesso e volentieri hanno un aspetto rovinato e danneggiato.

A volte, le cause sono riconducibili a un’alimentazione sbagliata, altre volte, invece, allo stress. In entrambi i casi, se i capelli si spezzano, risultano eccessivamente secchi e aridi oppure tendono a cadere, è possibile prendersene cura in diversi modi.

Tra i rimedi più comuni ci sono integratori, diete, applicazioni di fiale e massaggi al cuoio capelluto. Tuttavia, il metodo più efficace per tornare ad avere una chioma forte, resistente e lucente è affidarsi a dei professionisti.

Capelli che si spezzano

Quando i capelli si spezzano significa che qualcosa non va ed è quindi di fondamentale importanza capirne le motivazioni. Prima però, cerchiamo di comprendere come avviene il processo di deterioramento del capello.

Per farlo abbiamo bisogno di analizzarne la struttura: è formato dalla cuticola, la parte esterna, poi dalla corteccia e infine dal midollo.
I capelli sfibrati, se analizzati al microscopio, non hanno la cuticola, ossia la parte che dovrebbe proteggerli dagli agenti esterni, chimici e ambientali.

Di conseguenza, in queste situazioni, qualsiasi trattamento cosmetico aggressivo danneggia la corteccia, rendendo i capelli ancora più deboli e quindi più inclini a spezzarsi o, addirittura, a cadere.

Di fatto, oltre all’applicazione di prodotti sbagliati, ci sono anche altre cause per cui la chioma può presentarsi spenta e diradata.

Capelli deboli: le cause

Come accennavamo all’inizio, i capelli sfibrati o deboli sono la conseguenza di diversi fattori, alcuni interni e altri esterni.

Tra le cause interne abbiamo alimentazione scorretta, stress psicologico, disturbi ormonali, ereditarietà o familiarità. Tra quelle esterne, invece, possiamo citare l’eccessiva esposizione al sole, l’inquinamento atmosferico, i cambi stagione, dei trattamenti cosmetici aggressivi o lavaggi troppo frequenti.

Chiaramente, bisogna anche tener conto delle differenze genetiche che rendono alcuni capelli più deboli di altri. Solitamente, infatti, i capelli più fini e sottili tendono a sfibrarsi più facilmente; quelli secchi invece, avendo una struttura meno lubrificata, vengono maggiormente danneggiati dagli agenti esterni.

Come rinforzare i capelli

Spesso ci viene chiesto come rinforzare i capelli e quali siano i metodi più efficaci per renderli più forti e resistenti.
Va premesso che, prima di ogni trattamento, è importante individuare le cause che danneggiano o rovinano i capelli, così che si possa intervenire in modo mirato.

Tra i rimedi più comuni che si trovano online ci sono gli integratori, specialmente quelli a base di vitamina B, minerali e amminoacidi, fiale rinforzanti e massaggi delicati che possano andare a stimolare la microcircolazione sanguigna.

Ci sono però dei trattamenti medico estetici decisamente più efficaci e mirati che, nell’arco di qualche seduta, possono non solo rinforzare il capello, ma anche prevenirne la caduta o il diradamento.

PRP capelli

Il PRP capelli (Plasma Ricco di Piastrine) è un concentrato con notevoli proprietà curative che viene utilizzato in medicina estetica per trattare il cuoio capelluto in modo non chirurgico.
Il PRP contribuisce ad accelerare la rigenerazione naturale dei tessuti, oltre che a combattere l’alopecia androgenetica, rinfoltire i capelli che si sono diradati e stabilizzare i risultati ottenuti con il trapianto.

Il processo è molto semplice: si preleva dal paziente un campione di sangue, si mette in una centrifuga da laboratorio, così da separare i componenti del sangue, e si procede con l’iniezione nella zona interessata.
Tendenzialmente, l’iniezione è indolore, si avvertono al massimo leggeri fastidi che possono essere ridotti a zero tramite l’applicazione di una crema anestetica.
Il grande vantaggio è che, trattandosi di materiale prelevato dall’organismo stesso, le controindicazioni sono pressoché nulle.

Biostimolazione del cuoio capelluto

La biostimolazione del cuoio capelluto è un trattamento microinvasivo che si rivela davvero indicato per i pazienti con diradamento, capelli fini, deboli o che tendono a cadere e a rovinarsi.

La seduta prevede delle microiniezioni a base di acido ialuronico, polinucleotidi, aminoacidi, collagene e antiossidanti. Tutte sostanze che stimolano la rigenerazione dei follicoli, ossia le strutture della pelle che producono le cellule che servono per costituire il capello.
Anche questo trattamento, come il PRP, non ha particolari controindicazioni.

Rosacea

rosacea

La rosacea, anche detta acne rosacea, è un disturbo della pelle che provoca arrossamento, piccoli brufoli ed evidenza i vasi sanguigni nella parte centrale del viso.

Si tratta di un’infiammazione cutanea che colpisce sia uomini che donne, prevalentemente con carnagione e capelli chiari. Le cause non sono ancora del tutto certe, tuttavia sappiamo che è un disturbo che tende a progredire con il passare dei mesi, ecco perché è importante intervenire per tempo.

Cerchiamo quindi di capire come si manifesta questo inestetismo e come rimediare per tornare ad avere una pelle dall’aspetto più sano e omogeneo possibile.

Rosacea o couperose?

Spesso, la rosacea viene confusa con la couperose eppure si tratta di inestetismi diversi che hanno sintomi e cause differenti.
La rosacea, come accennavamo, è una malattia infiammatoria, la couperose invece è una dilatazione dei vasi sanguigni, che tende a manifestarsi solo dopo l’esposizione al sole o al freddo.

Inoltre, se la couperose si manifesta con la comparsa dei capillari sulla pelle del viso, la rosacea si presenta con molti altri sintomi, come:

  • Rossore e gonfiore della pelle
  • Comparsa di pustole o piccoli rilievi sul viso
  • Gonfiore del naso (rosacea rinofima)
  • Irritazione del contorno occhi (rosacea oculare)
  • Ispessimento della pelle

In più, se solitamente la couperose è un inestetismo tendenzialmente localizzato sulla pelle del viso, la rosacea può comparire anche sul cuoio capelluto e sul torace.
Tuttavia, per prevenire la comparsa di entrambi è bene cercare di evitare il più possibile la vasodilatazione, quindi:

  • Il consumo di alcool
  • I cibi troppo caldi o speziati
  • L’esposizione prolungata al sole o al vento
  • Sauna e bagno turco
  • Esercizio fisico troppo intenso
    Temperature esterne troppo calde o troppo fredde

Quali sono i rimedi più efficaci contro la rosacea?

Per rimediare alla rosacea è fondamentale rivolgersi a un dermatologo esperto che sappia innanzitutto diagnosticarla. Una volta appurato che si tratti effettivamente di questa infiammazione, bisogna iniziare un percorso terapeutico personalizzato con un medico estetico specializzato.

Innanzitutto bisogna iniziare a idratare la pelle molto più spesso, utilizzando prodotti per pelle sensibili. Poi, sarebbe meglio intraprendere una cura antibiotica o antinfiammatoria, chiaramente in accordo con il proprio medico.

Va comunque sottolineato che non esiste una vera e propria cura a questo disturbo; ci sono però dei trattamenti che riescono a limitarne i sintomi.
Uno di questi è certamente la laserterapia, un metodo molto efficace ed efficiente per contrastare la vasodilatazione.

Laser vascolare

Il laser vascolare ND-YAG è una tecnologia molto utile per trattare e in alcuni casi risolvere la rosacea.
Paradossalmente, infatti, il calore generato dal manipolo riesce a eliminare i vasi capillari che si intravedono sotto la pelle, restituendole un aspetto più omogeneo e uniforme.
In più, il laser, agendo dall’interno, riesce anche a purificare il derma, contrastando quindi l’infiammazione della cute.

Ogni paziente reagisce al trattamento in modo diverso. Ecco perché il nostro consiglio è quello di prenotare una visita di consulto (link), analizzare insieme ai nostri esperti l’entità dell’infiammazione e solo dopo intraprendere un percorso ad hoc.

La tossina botulinica

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La tossina botulinica, oltre che essere utilizzata in ambito medico per curare diverse patologie, è una delle migliori alleate per chi desidera sbarazzarsi di rughe e piccoli solchi della pelle.

Esistono due tipi di tossina botulinica: il tipo A, utilizzato in medicina estetica, e il tipo B, utilizzata in altri rami della medicina. In questo articolo ci occuperemo del primo tipo, andando a capire i meccanismi d’azione di questa preziosa sostanza e gli effetti che riesce a restituire alla pelle del viso e del corpo.

Il botox

Il famoso “botox”, o botulino, è un concentrato di tossina botulinica di tipo A.
Questo trattamento è molto efficace in due situazioni: quando si vogliono attenuare le rughe d’espressione o quando il desiderio è ridurre la sudorazione eccessiva.

Proprio così: il botox non è solo uno strumento utilizzato per ringiovanire il viso, ma anche per combattere l’iperidrosi.
In effetti, grazie alla sua capacità di distendere e rilassare i muscoli, il botulino può sia limitare la contrazione dei muscoli mimici del volto, sia addormentare temporaneamente le ghiandole responsabili della sudorazione.

In entrambi i casi, l’effetto della tossina botulinica è temporaneo perché il corpo nell’arco di 6/8 mesi tende a riassorbirlo.
Contrariamente a quanto si pensa, il botox non è un trattamento che rende i volti inespressivi, anzi! Se utilizzato correttamente, è un validissimo alleato per ringiovanire il volto e contrastare la sudorazione patologica.

Come funzionano le iniezioni di tossina botulinica?

Il trattamento con la tossina botulinica è sicuro, rapido e indolore, oltre che molto semplice da eseguire. All’interno della pelle, agisce direttamente sui muscoli mimici, andando a levigare l’area interessata. Tuttavia, come abbiamo visto, si può anche utilizzare per limitare l’attività delle ghiandole sebacee.

Possiamo quindi dire che il botox serve per :

  • Attenuare le rughe d’espressione (zampe di gallina, rughe del pensatore, rughe naso-labiali e glabellari);
  • Prevenire la comparsa di rughe e piccoli solchi del viso e del collo;
  • Distendere e rieducare i muscoli mimici del volto;
  • Addolcire i lineamenti del viso;
  • Contrastare l’iperidrosi.

Botulino prima e dopo

Prima di sottoporsi al botulino va sempre prenotata una visita di consulto con un medico estetico competente. Questa fase, in effetti, è molto importante perché si fa un’attenta
valutazione della situazione di partenza e si capisce se effettivamente il botox sia la soluzione migliore.
In più, è necessario parlare anche della propria situazione clinica generale perché il botulino è sconsigliato alle persone con da patologie infettive nella zona da trattare, a chi soffre di atrofia cutanea, a chi assume corticosteroidi, alle donne in gravidanze, in fase di allattamento e, chiaramente, ai soggetti fortemente allergici.

Gli effetti del botulino sono abbastanza immediati; già dopo u2-3 giorni dal trattamento si potranno notare dei miglioramenti, anche se potrebbero volerci fino a 15 giorni per ottenere i risultati desiderati.
Dopo la seduta potrebbero verificarsi lievi ecchimosi, destinati a scomparire nell’arco di qualche ora. Infatti, dopo il trattamento si può tornare tranquillamente alle attività quotidiane evitando l’attività fisica e fonti di calore per le successive 24h.

Smagliature post parto

smagliature post parto

Le smagliature post parto sono uno degli inestetismi più diffusi tra le neomamme e anche uno dei più temuti.
Infatti, si tratta di una delle conseguenze post parto più difficili da trattare e contrastare, motivo per cui si consiglia sempre di prevenirle tramite particolari prodotti che possano aiutare la pelle a elasticizzarsi quando serve.

Durante i nove mesi di gestazione, infatti, la pelle tende ad allargarsi fino a 10 volte di più del normale, provocando dopo il parto una situazione difficile a riadattarsi.
In questo articolo capiremo perché compaiono le smagliature in gravidanza, come prevenirle e se c’è un modo per eliminarle definitivamente qualora fossero già comparse.

Smagliature gravi

Le smagliature gravi sono delle lacerazioni molto evidenti delle fibre di collagene e si manifestano sulla pelle come delle striature rosse o bianche.
Queste lacerazioni avvengono essenzialmente per un motivo: la pelle perde di elasticità e resistenza; ma analizziamo meglio questo problema.

L’elasticità e la resistenza della pelle sono strettamente collegate alla produzione di elastina e collagene, due proteine che vengono lavorate dai fibroblasti.
Il problema è che l’attività di queste cellule è regolata dai livelli ormonali, che nel periodo della gravidanza sono estremamente instabili.
Dunque, la conseguenza di queste anomalie è una minore elasticità e resistenza della pelle che poi si traduce in superficie con la comparsa delle smagliature.

Non a caso, infatti, le aree più colpite da questo inestetismo sono le stesse che cambiano drasticamente il loro aspetto durante la gravidanza, quindi l’addome e il seno.
Solitamente le smagliature sono visibili già durante la gravidanza, ma è possibile che dopo il parto, quando la pelle si rilassa per tornare alla tensione originale, si facciano molto più evidenti e marcate.

Prevenire le smagliature in gravidanza

Le smagliature sono forse uno degli inestetismi più difficili da contrastare con i metodi tradizionali. Infatti, è sempre meglio giocare in anticipo e cercare il più possibile di prevenirle.

Per farlo è importante idratare costantemente la pelle sia dall’interno che dall’esterno.
Durante la gravidanza, infatti, è consigliabile avere un’alimentazione ricca di frutta e verdura, bere molta acqua e applicare costantemente dei prodotti cosmetici in grado di elasticizzare il più possibile la pelle.

Tra i cosmetici più efficaci troviamo l’olio di mandorle dolci, quello di rosa canina e creme a base di collagene ed elastina, da applicare sia durante che dopo la gravidanza.

In questo modo è possibile levigare la pelle, schiarire le smagliature fin dall’inizio e aiutare il corpo a recuperare il normale aspetto pregravidico.

Come togliere le smagliature post parto

Va detto che creme e oli specifici da utilizzare durante e dopo la gravidanza aiutano sicuramente, ma non eliminano le smagliature da parto.

I prodotti cosmetici vanno bene per attenuare e camuffare le imperfezioni; la laserterapia è ottima, invece, per curarle e correggerle.
I trattamenti proposti dalla medicina estetica, infatti, sono l’ideale per eliminare le striature rosse, cioè quelle ancora nella fase iniziale, ma anche quelle bianche, quindi quelle più profonde.
Le metodiche sono indolore, rapide e per nulla invasive; aiutano la pelle a produrre nuovo collagene e riempiono le smagliature dall’interno verso la superficie.

Laser smagliature

Il laser smagliature è il trattamento medico estetico più moderno per trattare ed eliminare in modo efficace le smagliature da ogni zona del corpo.
Il laser agisce direttamente dall’interno, stimola la produzione di nuovo collagene e rigenera i tessuti, per una pelle molto più compatta e omogenea.

Si tratta di una metodica molto efficace che però va adattata ad ogni paziente, perché ogni situazione richiede un intervento e un laser specifico.
Per le smagliature rosse, ad esempio, è meglio il laser Nd Yag; quelle bianche, invece, necessitano di interventi più incisivi come l’utilizzo del laser CO2 frazionato e microablativo.

Ecco perchè, per un risultato ottimale, è fondamentale rivolgersi solo a esperti specializzati nella cura della pelle che possano mettere a disposizione tutti i macchinari necessari per tornare a sfoggiare una pelle priva di smagliature post partum.

Scegliere il chirurgo estetico

Scegliere-Chirurgo-estetico

Come scegliere il chirurgo estetico?

Siccome un intervento di chirurgia plastica non è uno scherzo e va affrontato seriamente, ci sono alcuni aspetti che vanno necessariamente valutati prima di scegliere il chirurgo  estetico.

L’enorme diffusione delle cosiddette cliniche low-cost, quelle che offrono interventi di chirurgia plastica a prezzi stracciati, ha trasformato la Medicina Estetica in business. Questo, però, apportato a delle conseguenze spesso drammatiche sull’aspetto dei pazienti, che incuriositi da preventivi economici si sono affidate a professionisti incompetenti.

4 punti da considerare, prima di scegliere il chirurgo estetico

Bisogna considerare che un intervento è una scelta importante, motivo per cui è sempre sconsigliabile verificare con attenzione quegli aspetti che fanno la differenza.
Cerchiamo però di capire quali sono.

Specializzazione del medico

Varie indagini nel settore, hanno accertato che a fronte di 1500 medici che praticano la chirurgia estetica, solo 400 sono realmente specializzati in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica.
Questo succede perché in Italia, per effettuare un intervento di chirurgia plastica, basta la laurea in medicina, che però non offre alcuna preparazione specifica per questo tipo di operazioni.
Prima di affidarsi a un medico, quindi, è sempre necessario verificare se possiede la specializzazione adeguata.

Esperienza e aggiornamento

Aver maturato esperienza nel campo della chirurgia estetica è l’unico modo in cui il medico possa garantire la sua professionalità.
La chirurgia estetica è  una materia che necessita di esperienza; solo così si può imparare a gestire eventuali cambiamenti nella paziente o imprevisti.
Eventuali aggiornamenti, poi, sono necessari per essere sempre al passo con l’evoluzione di una disciplina proiettata verso il futuro.

Sensibilità estetica del chirurgo

Spesso sottovalutato, questo è invece un punto fondamentale nella scelta di un chirurgo estetico. I cambiamenti che proporrà saranno definitivi, pertanto è necessario approfondire tutti i dettagli dell’operazione, sopratutto quelli relativi ai risultati da conseguire. Un medico che non presti attenzione a questa fase del rapporto con la paziente non è, quindi,  un medico affidabile.

Livello della struttura

Un intervento estetico necessita di anestesia, pertanto è importante che la struttura in cui si effettua sia adeguatamente attrezzata e dotata di personale sanitario preparato.

Possiamo comunque concludere questo articolo dicendo che, una volta appurati tutti questi aspetti, rimane la questione del feeling personale.
Scegliere il chirurgo estetico è importante: è necessario che interagisca con la paziente, capisca le sue preoccupazioni e sia in grado di rispondere alle sue domande.

Come scegliere un chirurgo estetico

Come-scegliere-chirurgo-plastico

Prima di ricorrere alla chirurgia plastica è importante capire come scegliere chirurgo estetico. Infatti, è un momento importante che non deve essere sottovalutato, ma pensato con molta attenzione per evitare spiacevoli inconvenienti.

Quando si decide di sottoporsi ad un intervento di chirurgia estetica, i dubbi sono molto e spesso ci domandiamo: come scegliere il chirurgo estetico competente? Deve avere una specialistica? Deve avere delle certificazioni?

Come scegliere un chirurgo plastico 

Non si deve essere frettolosi nella scelta: bisogna raccogliere più informazioni possibili per capire l’esperienza e la competenza del medico.
Infatti, è importante verificare che il chirurgo estetico sia iscritto all’ordine dei medici per gli interventi di medicina e chirurgia estetica.
Proprio per questo motivo si deve diffidare dai commenti presenti sui forum di chirurgia plastica o del passaparola, poiché non bastano a definire un buon chirurgo plastico.

Come valutare il chirurgo estetico

Per capire esattamente se si tratta di un bravo chirurgo estetico e plastico dobbiamo sempre verificare che sia laureato in Medicina e che abbia conseguito la specialistica in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica; si può controllare sul sito www.sicpre.org, sito ufficiale della Società Italiana di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica (S.I.C.P.R.E.)

Inoltre, deve aver maturato un’esperienza nel campo di almeno un quinquennio. La specializzazione del chirurgo non basta a valutarlo correttamente, proprio per questo è altrettanto importante il suo grado di aggiornamento, cioè la sua frequenza di partecipazione a corsi di aggiornamento e congressi.

Quanto contano le sue pubblicazioni

Mettere in discussione le proprie esperienze, mediante le pubblicazioni, sui palcoscenici scientifici di congressi e meeting nazionali ed internazionali dà la possibilità al chirurgo di verificare le proprie esperienze e teorie e di ricevere la cosiddetta “validazione scientifica” di altri autorevoli specialisti internazionali. Le pubblicazioni non sono da sottovalutare quando ci domandiamo: come scegliere un chirurgo estetico?

L’importanza della priva visita

Per capire se abbiamo davanti un bravo chirurgo plastico è opportuno prenotare una prima prima visita e verificare che essa sia completa, dettagliata e che soddisfi le nostre aspettative. deve anche essere chiaro ed illustrare gli eventuali rischi dell’intervento e delle concrete possibilità di realizzazione in modo chiaro e comprensibile. Inoltre, un buon chirurgo deve anche aiutarci nella scelta del trattamento estetico più indicato alle esigenze del paziente, senza stravolgere l’armonia del proprio aspetto.

Requisiti della struttura clinica

La struttura in cui lavora deve rispettare determinati requisiti di sicurezza e igiene.